
Nel 2020 in Bielorussia ci furono proteste di massa in seguito all’elezione truccata di Lukashenko. La giornalista anti regime Lena segue la situazione trasmettendo in live stream la brutale repressione da parte della polizia antisommossa di una dimostrazione di piazza pacifica a Minsk per ricordare l’uccisione di Raman Bandarėnka, picchiato a morte tre giorni prima. Ma la giornalista viene rintracciata e arrestata.
Lena e il marito Ilya, anch’egli giornalista, si ritrovano ad affrontare scelte insopportabili nel tentativo di sopravvivere e rimanere fedeli a
stessi e ai propri valori contro un regime determinato a piegarli.
Il film è ispirato alla storia vera dei giornalisti russi Igor Ilyash e Katsiaryna
Andreeva, arrestata a novembre 2020 la quale sta scontando ad oggi una condanna a otto anni di incarcerazione per tradimento di Stato.
Mara Tamkovich ci racconta questa storia a testimonianza di molte altre accadute in questi anni e che troppo spesso vengono dimenticate o ignorate. Il suo film è un documento importante e un vero pugno nello stomaco. Bello nel ritmo e nel sentimento, con alcune accortezze registiche che mi hanno colpito nonostante la durezza dell’argomento trattato – momenti di bicchieri e canzoni condivise e lacrime, lo rendono profondamente emozionante e non un freddo documentario.
Under the Grey Sky di Mara Tamkovich concorre nella sezione Lungometraggi del 42° Torino Film Festival.
Voto: 9
Recensione uscita in origine sul sito Lumiere e i suoi fratelli a dicembre 2024.
